Menzioni d'onore 2010

Alessandro Berlese

“U2012 - Unità Abitativa d’Emergenza”

IUAV, Venezia
Relatore: Prof. Aldo Cibic

BriIl progetto U2012 nasce dallo studio approfondito delle problematiche che le unità abitative per gli sfollati non hanno ancora risolto. La progettazione ha percorso binari paralleli: l'aspetto tecnico e quello umano, ritenuto importante quanto il primo. Dal punto di vista tecnico il problema cruciale nella storia del design delle unità di emergenza è sempre stato quello di conciliare solidità e leggerezza. Un container o una tenda a struttura metallica non potranno mai essere leggeri, così come una tenda ad archi non potrà mai essere particolarmente solida. Eppure solidità e leggerezza restano due requisiti fondamentali nella progettazione di queste strutture: la solidità garantisce un riparo affidabile nel tempo, la leggerezza abbatte i costi di trasporto, permettendo di aiutare un numero più elevato di persone. Il progetto U2012 riesce a superare questo storico gap con l’impiego di un tessuto innovativo che, una volta bagnato, indurisce velocemente e in 24 ore assume le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento. Dal punto di vista umano, lo sforzo progettuale è stato quello di rendere l’unità abitativa quanto più possibile vicina all’idea di “casa”. Riflettendo su questi concetti Il progettista ha osservato vari accorgimenti progettuali che conferiscono un aspetto confortevole e dignitoso alle sistemazioni degli sfollati.




Luciana Di Virgilio

“Hot Design - PÀZOL

Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Architettura - CdL Disegno Industriale
Relatore: Prof.ssa Annamaria Pagliuca

Pàzol dà la possibilità di realizzare un radiatore da riscaldamento componibile che può essere sviluppato con forme e misure a piacimento dell’utente e in base alle esigenze di resa termica e di riscaldamento di un determinato ambiente.
L’elemento scaldante, abbandonato ogni riferimento alle tipologie tradizionali, si trasforma nella tessera di un giocoso e colorato puzzle, che denuncia e rende manifesta la propria vocazione modulare e compositiva.
La novità, rispetto ai radiatori tradizionali è il concetto della piastra intercambiabile che dà la possibilità di modificare la forma e l’aspetto estetico del radiatore senza smontare il corpo radiante dalla parete dell’appartamento e senza scollegarlo dalla rete idraulica. Il tutto con un notevole risparmio economico. L’utilizzo dei magneti e delle spine garantisce la perfetta tenuta della piastra anteriore rendendo questo sistema sicuro e affidabile per l’utente che potrà interagire con facilità nell’operazione di cambio delle cover.

I sistemi di riscaldamento noti, oltre ad essere ingombranti, non offrono possibilità di modificare la forma, la dimensione e l’aspetto estetico in quanto vengono prodotti dalle fabbriche in misure standard e con la sola possibilità di aumentare o diminuire il numero di elementi saldati. Tutti i componenti del radiatore sono riciclabili; così come gli scarti di lavorazione.




Silvia Piantini

“Fashionig the future. 12MESI: tecnologia nel prodotto indossabile italiano”

Università degli Studi di Firenze – Facoltà di Architettura - Corso di Laurea in Disegno Industrial
Relatore: Prof.ssa Elisabetta Cianfanelli

12Mesi è un prodotto che si pone a metà strada tra l’uomo e le sue funzioni vitali. Concilia emozione, tecnologia e funzionalità, adattandosi a ogni situazione e modificando le sue capacità e le sue geometrie. Si adatta alle variazioni di temperatura e non necessita di dispositivi o sensori perché l’unica interfaccia di cui ha bisogno per funzionare è l’uomo stesso. Si tratta di un capo d’abbigliamento costituito interamente da un tessuto tecnologico, formato da fibre a memoria di forma programmate bifase e cotone, con una rifinitura finale che aggiunge al prodotto capacità termocromiche.
Il progetto nasce dalla necessità dell’uomo di avere prodotti più versatili, e cioè prodotti capaci di mutare in modo indipendente. Lo studio delle fibre a memoria di forma ha permesso di ideare un tessuto capace di mutare e recuperare la propria forma grazie alle variazioni di temperatura del corpo umano e quelle dell’ambiente esterno.
12Mesi si adatta alle esigenze del fisico umano. Il tessuto si allarga quando la temperatura sale, assicurando una maggiore traspirazione. Con l’abbassamento della temperatura, invece, il capo si stringe attorno al corpo, trattenendo calore.




Damiano Frison

"FREAD, display braille portatile"

IUAV, Venezia
Relatore: Prof.ssa Laura Badalucco

Con l'avvento degli e-book reader, i non vedenti possono fruire testi telematici per mezzo della sintesi vocale o del codice Braille. La prima viene applicata a un software e comporta un rallentamento della lettura e dell'interpretazione del testo. Il secondo invece consente di avere una lettura del tutto paragonabile a quella visiva.
I dispositivi che danno la possibilità di leggere i testi elettronici in Braille già esistono ma sono ingombranti e poco pratici. Da queste considerazioni è nato FREAD, un innovativo display Braille per non vedenti, ultra-compatto e tascabile. Interfacciandosi, tramite sistemi wireless e bluetooth, ai dispositivi portatili (cellulari, palmari, navigatori e pc), FREAD è in grado di tradurre testi elettronici nel linguaggio delle persone cieche. Con una sola mano, persone mancine o destrorse possono adoperare tutti i comandi e gestire l'altro dispositivo con cui FREAD si interfaccia. Il cambiamento della tipologia di riga di un testo Braille e il posizionamento delle celle all'interno di una circonferenza rotante hanno permesso di ridurre il numero delle stesse celle, eliminando le interruzioni nella lettura grazie alla continuità delle varie righe.




Antonella Di Nuzzo

“LOTUS, tappeto per dislessici"

IUAV di Venezia
Relatore: Prof. Arturo Vittorini

La dislessia comporta un deficit nella lettura e nella scrittura ed è attualmente al centro degli studi di molti specialisti. Nonostante sia un problema diffuso è tuttora poco conosciuto e non è stato ancora affrontato nel campo del design.
Lotus è un tappeto studiato per bambini dislessici. Il progetto sviluppa uno strumento interattivo che consente al bambino, attraverso alcune attività, di stimolare i sensi che causano il deficit. Lotus è strutturato come un fiore al centro del quale c’e’ tutta la componentistica elettronica che consente al bambino di interagire con il tappeto come fosse un gioco; in questo modo la disabilità può essere diagnosticata e quindi curata con una terapia riabilitativa fatta di esercizi semplici ma efficaci. Lotus è pensato per una fascia di utenti che va dai 5 ai 7 anni, periodo in cui i bambini sviluppano la capacità di lettura e scrittura e si può manifestare il disagio. Questo gioco si interpone tra l’aiuto che può essere dato al dislessico dalla scuola e dalla famiglia e quello di un medico specializzato, inoltre Lotus favorisce la socializzazione perché è stato pensato per far giocare insieme più bambini e per migliorare il rapporto genitore figlio. In ultima analisi, Lotus è un gioco interattivo e affascinante che consente ai bambini di ricevere risposte positive o negative.




Marco Gregori

"La cucina domestica for all"

Università degli Studi “G. D’Annunzio” – Facoltà di Architettura
Relatore: Prof. Giuseppe Di Bucchianico

L’obiettivo di questo lavoro è la progettazione di una cucina domestica in linea con i principi del “Design for All”. Da un’analisi emerge che la maggiore criticità nello svolgimento delle principali attività di cucina è rappresentata dalla movimentazione di attrezzature e pietanze. La sola accessibilità alle attrezzature non garantisce la completa autonomia dell’utente. Per favorire gli spostamenti di cibi e oggetti, il progetto prevede l’introduzione di rotanti e rulli trasportatori. Dall’unione di questi due sistemi è nato il concept: un sistema compatibile basato sull’aggregazione di moduli rotanti, uniti da giunzioni con rulli. Tale sistema permette di spostare attrezzi e portate con una sola mano, riducendo gli sforzi e il rischio di infortuni domestici. La cucina è composta da sei elementi modulari: il blocco multifunzione, il lavandino con il bollitore, i piani di lavoro e di cottura con la cappa sovrastante, i contenitori per la raccolta differenziata e i rulli di giunzione. Ogni elemento risulta accessibile ed ergonomico. Inoltre, il sistema presenta diverse configurazioni planimetriche (ampliamento e riduzione) per rispondere a svariate esigenze funzionali e volumetriche.




Neng Qian

“ROBO. Riunito portatile”

Politecnico di Milano. Facoltà del Design.
Relatore: Prof.ssa Cesira Macchia

ROBO è un apparecchiatura necessaria all’intervento del medico dentista (riunito), portatile, low cost facile da trasportare e utilizzabile ovunque; piccolo ma comodo e dotato di una attrezzatura completa di buona qualità. Un prodotto user-friendly ma professionale che si può usare in tante situazioni diverse come nelle emergenze o nei paesi in via di sviluppo. Il riunito viene trasportato in una valigetta trasformabile, contenente tutti gli strumenti che servono per l’intervento. Le sue caratteristiche sono:
• Il manico telescopico e le ruote lo rendono facile da trasportare (si porta come un trolley). Il manico si può inclinare per ridurre lo sforzo sulla spalla.
•  Quando è chiuso, ROBO risulta compatto e il suo ingombro massimo è molto contenuto.
• L’altezza del piano di lavoro si può regolare, il pedale di controllo sfrutta la tecnologia wireless, l’aspirasaliva è collocato vicino ad altri strumenti, la faretra usa il sistema carrucola e binario.
• E’ alimentato con una batteria zinco-aria ricaricabile che offre circa 10 ore di autonomia, quindi ROBO si può usare anche dove non c’è corrente.
• La scocca è realizzata in polipropilene per garantire maggiore resistenza agli impatti.




Mohammad Torfehnezhad

“Riqualificazione delle torri del vento iraniane”

Università degli studi di Ferrara – Facoltà di Architettura
Relatore: Prof. Giuseppe Mincolelli

Lo scopo della tesi è stato quello di progettare un sistema di raffreddamento – riscaldamento che funzioni tramite un’energia sostenibile, il vento, e che possa soddisfare le necessità di una abitazione contemporanea competendo con altri tipi di condizionatori e riscaldamenti. Per ottenere questo, il progetto sfrutta il principio di funzionalità delle torri del vento. Le torri del vento sono strutture inventate dagli Iraniani circa 980 anni fa e vengono ancora utilizzate in alcune zone dell’Iran, nei paesi del Medio Oriente e in Egitto.
Il loro compito è spostare e rinfrescare l’aria nelle abitazioni con l’energia del vento sfruttando alcuni fattori climatici e i principi della fisica.
Il progetto è diviso in due parti; la prima, fisica- tecnica, risolve le questioni collegate alla capacità di massimizzare la cattura del vento, la potenza e il recupero di energia gratuita di geotermia.
La seconda parte di progettazione architettonica e design, risolve invece le questioni relative all’innovazione della forma delle torri del vento, la stabilità della struttura, la parte estetica, il peso e la modalità di installazione, tutto senza perdere le caratteristiche tradizionali.
Le nuove torri del vento sono capaci di riscaldare e raffreddare le abitazioni attraverso il vento, fonte d’energia rinnovabile, non hanno bisogno di metano, consumano elettricità fino al 58% di meno rispetto ad un normale condizionatore e, nonostante la loro modernità sono ancora molto simili alle torri del vento di 1000 anni fa.




Valentina Basso

“LE COSE NELLA STORIA, la dimensione metamorfica nella progettazione sostenibile”

Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura
Relatore: Prof.ssa Elena Dellapiana

Il nucleo centrale della ricerca ruota attorno all’individuazione della capacità che hanno le merci di farsi “attori culturali” e, quindi, modificatori della società. Gli oggetti instaurano con i differenti aspetti che costituiscono la realtà socio-culturale dei rapporti di tipo sistemico, legami che si evolvono nel tempo e nello spazio, collegando una realtà in continua evoluzione con i beni materiali, in un processo di continua iterazione. Comprendere in base a quali dinamiche temporali questo si verifichi significa poter prevedere quali caratteristiche (relazionali ed evolutive) debbano possedere i prodotti sostenibili per modificare la società. È la dimensione storica di sviluppo degli eventi a determinare quale ruolo potrà assumere un determinato prodotto all’interno di un contesto storicizzato. Conoscerla permette al designer di sviluppare un progetto maggiormente sostenibile perché più consapevole del ruolo sociale che svolge.
La tesi si concentra quindi sulla definizione di una metodologia condivisibile attraverso la quale organizzare e classificare, in forma utile per il progetto, le informazioni che ci vengono fornite dalla storia. Capire le dinamiche che hanno regolato lo sviluppo nel passato significa poter fare previsioni su come le stesse agiranno nel futuro.




Giulia Libro

“TUNESCAPE: esplorazione visuale nella multidimensionalità dei fenomeni sonori nel contesto urbano"

Politecnico di Milano - Facoltà del Design
Relatore: Prof. Paolo Ciuccarelli

Negli ultimi decenni, la crescente consapevolezza dei problemi di inquinamento acustico e lo sviluppo dei soundscape studies (studi sui fenomeni sonori urbani) hanno spostato la riflessione dal solo ambiente sonoro verso altri aspetti come quelli estetici e culturali presenti nelle nostre città e solitamente trascurati.
Manca tuttavia una vera integrazione di informazioni e un linguaggio comune tra ricercatori, amministratori e cittadini. Volendo in prospettiva progettare le città del futuro tenendo conto degli aspetti ecologici compresi quelli relativi all’inquinamento acustico, risulta fondamentale creare un quadro unitario in cui si integrino i vari studi.
L’altra sfida che si pone il progetto è quella di rappresentare visivamente come queste informazioni si completino a formare un quadro leggibile da tutti.
TUNESCAPE è uno strumento di rappresentazione, descrizione ed analisi delle dimensioni dei fenomeni sonori urbani che agevola una loro strutturazione e codifica. Attraverso uno strumento digitale (piattaforma web) ad uso dei Soundscape researchers si possono raccogliere contributi di ricerche multidisciplinari e integrare conoscenze di sistemi urbani differenti, arricchendo così il campo dei Soundscape Studies. Combinando variabili visive e potenzialità del digitale, si è costruito un sistema di visualizzazione utile a modellare le dinamiche di un qualsivoglia ambiente sonoro e i suoi elementi, nel tentativo di far emergere la complessità della composizione e delle sue relazioni con spazio e società. Da qui, il nome: tunescape - panoramica di dinamiche dei fenomeni sonori nel contesto urbano e delle (mancate) sintonie tra ciò che il paesaggio sonoro è e ciò che dovrebbe essere.